Il Canestrelletto di Torriglia®

  Prodotto Agroalimentare Tradizionale 


e il nostro pensiero va alla grama esistenza che in questi monti si trascinava nel secoli passati si può capire meglio il valore e l'evoluzione del canestrello. Consideriamo che un secolo fa sull'albero di Natale si appendeva al massimo qualche arancio o mandarino e quindi possiamo intuire la cura, l'attenzione e la parsimonia con cui le nostre nonne mescolavano i preziosi ingredienti. A tutto questo aggiungiamo il fatto che qualche secolo fa in queste zone i cereali più coltivati erano segale, veccia, scandella, la presenza del frumento e quindi di farina bianca era ben rara.
L'etimologia del nome di questi biscotti é incerta. Alcuni lo fanno derivare dal termine "Canestro" i.e. il cesto di paglia o vimini, nel quale venivano posti a raffreddare per poi essere offerti in occasione di feste civili o religiose. Altri ritengono che il nome sia da mettere in relazione con il disegno dello stampo a pinza in cui venivano cotti: in lingua piemontese canesterlè i.e. ingraticolare con canne. Golosità popolari dalle origini antichissime, preparate sembra sin dal Medioevo dalle gilde dei produttori di ostie, erano vendute nei mercati o sui sagrati delle chiese, e c’era chi per promuoverne l’acquisto le metteva in premio al gioco dei dadi. Una traccia documentale certa del canestrello risale al 1576, quando un mulattiere venne accoltellato e derubato della merce, "un cavagno di damasche e canestrelli", che trasportava sulla via pubblica della Trebbia.  Con questa premessa si può certo considerare molto antica la presenza di questo dolce nel nostri monti. Si rileva traccia di rotelle o "ruette" come nei paesi fliscani si definiscono i canestrelli persino nella monetazione della Repubblica Genovese del XIII° secolo quale simbolo di abbondanza.


     

Il "Secondo" Genovino, battuto sul finire del 1280, riporta al dritto il simbolo della "Porta  di un castello" , tipico delle monete genovesi con la scritta +IANUA , che assonava con il nome di GENOA, mentre al rovescio la croce araldica con la scritta +CVNRADVS REX. Il "Terzo" Genovino,  battuto nel 1339 in onore di Simon Boccanegra, Primo Doge di Genova, dal "gusto" gotico riporta al dritto la "Porta di un castello" e la scritta DUX IANUE QUA DEUS P(RO)TEGAT, mentre al rovescio la croce araldica e l'indicazione dogale X DUX IANUENSIUM PRIMUS, In ambedue  è presente il simbolo del Canestrello, nel primo: uno a sei punte ripetuto per sette volte, nel secondo: uno a cinque punte ripetuto per otto volte sia al dritto sial al rovescio. Uno dei primi esemplari del "Lugino d'Argento", battuto nel 1669 in onore della Marchesa Violante Doria Lomellini, riporta al dritto l'effige della Marchesa e la scritta GRATIOR I N PVL VIRTVS, al rovescio lo Stemma Araldico, scudo con tre gigli terminanti a pugnale, sormontati da labello, sopra lo scudo corona con fioroni "ad alberello" e la scritta BONITAS VNCIARVM QVIN7, ai lati 16-69, all'esergo il Canestrello a sei punte e  la T, marca della zecca di Torriglia.

a prima coniazione del Genovino d'Oro venne battuta nel 1252, poco prima dell'emissione del Fiorino Toscano, grazie al Re Corrado III che nel 1129 aveva concesso alla città di battere moneta. L'acquisizione di oro aumentò notevolmente in connessione con "l'attività mercantile di Tedisio e Nicolò dei Fieschi di Torriglia e di Opizzo dei Fieschi di Savignone, fratelli e nipote del Papa Innocenzo IV che gestivano una società operante nel mediterraneo occidentale. Questa società che fruttò enormi guadagni ai Fieschi, si procurò un punto d'approdo vicino alla zona aurifera di Palola." Fu quindi possibile coniare dopo tanti secoli bui, primi nell'Italia di quei tempi, "una moneta d'oro, il Genovino, che fatto curioso, porta impressa l'immagine dei canestrelli a sei punte, simbolo di abbondanza. Sappiamo che a Crevacuore, paese del Biellese, il canestrello è un dolce tipico molto apprezzato e ben commercializzato. La probabile connessione fra le due comunità sta nei comuni feudatari, I Fieschi del Ramo di Torriglia, signori di Masserano e Crevacuore". Successivamente il simbolo del canestrello a sei punte, venne usato nel Luigino d'Argento, chiamato dai genovesi il "Torriglino" perchè battuto dalla zecca di Torriglia. Nel 1800 il simbolo del canestrello venne usato nel taglio delle monete in oro da 96Lire (1801/1805) e in argento da 8Lire (1799/1804) tutt'intorno all'iscrizione BONTA'.





Frammento di ceramica del XII sec. rinvenuto nello scavo archeologico del sito di Donnetta, frazione di Torriglia, il motivo si ripete, era certo molto in uso in quell'epoca anche se si tratta di un canestrello ad otto punte! Nel ponente fliscano, le stesse immagini erano presenti nella Basilica di Sant'Adriano a Trigoso, frazione di Sestri Levante e nella Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta di Rivarola, frazione di Carasco.
 


appiamo che le once e le libbre sono misure in uso nella Repubblica di Genova sino ai primi dell'ottocento quando l'adesione al sistema metrico le sostituisce con quelle attuali. Sappiamo ancora che a fine Settecento gli iscritti alla Confraternita di S.Vincenzo di Torriglia pagavano ogni anno “una mutta” (sorta di moneta piemontese) e ricevevano un canestrelletto come simbolo di appartenenza. I primi tentativi di commercializzazione del prodotto risalgono ai primi anni del 1890, quando la Signora Maria Avanzino detta Pollicina sposava Giuseppe Dondero, proprietario del primo Bar di Torriglia, aperto in Via Roma, dotato di pianoforte e frequentato dai notabili e dalle autorità del paese e da questi ribattezzato "Caffè Aragno", allora illustre a Roma e iniziava la vendita fra gli avventori. Questo è un biscotto che identifica una ghiotta eccellenza nell’antica ricetta di Torriglia. Infatti mentre un canestrello si scioglie in bocca è possibile percepirne sublimi emozioni: la morbidezza della farina, la ruvida consistenza dello zucchero, la scivolosità dell’uovo, l’amalgama della pasta lavorata.



M. Casale "La storia del Canestrelletto di Torriglia"
 E.Janin "Scritti di Numismatica 1972-1999" - "La storia del Genovino"


---------------Disclaimer---------------
L'associazione Culturale "Il Canestrelletto di Torriglia" ha l'obiettivo di promuovere la cultura del canestrelletto e dell'antica tradizione dei panificatori locali.
Il Canestrelletto di Torriglia è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano P.A.T.  (art.8 D.Lgs 173/98) [info]
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